Personalizza le preferenze di consenso

Utilizziamo i cookie per aiutarti a navigare in maniera efficiente e a svolgere determinate funzioni. Troverai informazioni dettagliate su tutti i cookie sotto ogni categoria di consensi sottostanti. I cookie categorizzatati come “Necessari” vengono memorizzati sul tuo browser in quanto essenziali per consentire le funzionalità di base del sito.... 

Sempre attivi

I cookie necessari sono fondamentali per le funzioni di base del sito Web e il sito Web non funzionerà nel modo previsto senza di essi. Questi cookie non memorizzano dati identificativi personali.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie funzionali aiutano a svolgere determinate funzionalità come la condivisione del contenuto del sito Web su piattaforme di social media, la raccolta di feedback e altre funzionalità di terze parti.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie analitici vengono utilizzati per comprendere come i visitatori interagiscono con il sito Web. Questi cookie aiutano a fornire informazioni sulle metriche di numero di visitatori, frequenza di rimbalzo, fonte di traffico, ecc.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie per le prestazioni vengono utilizzati per comprendere e analizzare gli indici di prestazione chiave del sito Web che aiutano a fornire ai visitatori un'esperienza utente migliore.

Nessun cookie da visualizzare.

I cookie pubblicitari vengono utilizzati per fornire ai visitatori annunci pubblicitari personalizzati in base alle pagine visitate in precedenza e per analizzare l'efficacia della campagna pubblicitaria.

Nessun cookie da visualizzare.

LA PIZZA CONTEMPORANEA? HANNO SCOPIAZZATO LA FILOSOFIA GOURMET

La pizza contemporanea? Hanno cercato maldestramente di duplicare la filosofia gourmet. Sull’argomento, spiega Giuseppe Vesi c’è ancora molto da chiarire: “La pizza contemporanea non esiste, è una invenzione di alcuni chef per non chiamarla gourmet. E posso dire che ormai è un brand riconoscibile. Il termine contemporaneo è improprio, non appartiene al mondo enogastronomico, e già questa è una forzatura macroscopica. La parola arriva da altri ambienti, come quello dell’arte, dell’architettura, del design. Definire una pizza “contemporanea” significa snaturare il senso di quello che stiamo facendo. Noi facciamo ristorazione, non realizziamo auto sportive o di lusso, né tantomeno opere da mostrare nei musei”. “Poi – prosegue Vesi – se vogliamo rientrare nella categoria giusta della pizza gourmet, allora bisogna ricordare che la pizza gourmet ha aperto nuovi mercati e nuovi mondi, quando il mercato era asfissiato dalle oltre ottomila pizzerie che si trovano a Napoli, ritagliandosi una consistente fetta di preferenze, accanto alla tradizionale e verace, da cui comunque si è generata. I due mondi non si escludono a vicenda, e cioè quello della tradizionale e quello della gourmet, ma viaggiano parallelamente”. “Tutti i grandi chef stellati – conclude Vesi – non usano mai il temine contemporaneo per definire la loro cucina e i loro piatti innovativi, ma usano sempre il termine gourmet. Il mondo della pizza ha incamerato questo termine, e questo modo di lavorare, lo ha fatto proprio. E sono nati così moltissimi operatori che hanno potuto dare sfogo alla loro creatività, perché il gourmet è proprio questo: lavorare sulla qualità, dando sfogo al proprio estro, alla propria fantasia”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *